La Serbia cade nelle braccia di Putin

La premier serba Ana Brnabic ha firmato venerdì sera Mosca un accordo di libero scambio fra il suo Paese e l’Unione economica euroasiatica, di cui fanno parte Federazione russa, Bielorussia, Armenia, Kazakhstan e Kirghizistan. L’intesa sostituisce gli accordi bilaterali che la Serbia aveva con Russia, Bielorussia e Kazakhstan, estendendo la collaborazione agli altri due Paesi dell’Unione economica euroasiatica, e aprendo in tal modo l’export senza dazi di merci serbe a un mercato potenziale di 185 milioni di consumatori. Si tratta in particolare di sigarette, acquavite, formaggi, prodotti ortofrutticoli. I dazi restano tuttavia per l’esportazione di automobili dalla Serbia verso quegli stessi Paesi. In Serbia Fca produce la Fiat 500L nello stabilimento di Kragujevac.

“L’Unione Economia Euroasiatica è un progetto che ruota intorno agli interessi esclusivi della Russia e mira chiaramente a competere con l’Unione Europea e i suoi progetti di allargamento verso Est.  Purtroppo, in un momento in cui alcuni paesi UE bloccano l’ingresso di due piccoli paesi come la Macedonia del Nord e l’Albania, si potrebbe finire per rendere attraente un progetto che in realtà offre ben poco ai suoi aderenti se non l’accesso al mercato russo (a fronte però dell’accesso di merci servizi e capitali russi sul proprio territorio).  Dall’altro lato, l’UE è una costruzione che richiede più integrazione; aggiungere nuovi membri può complicare le cose. Ma perlomeno fino ai Balcani si dovrebbe poter arrivare”  (Marco Marazzi) .